mercoledì 13 ottobre 2010

MAH...


Ieri sera ho assistito allo spettacolo deprimente di quella che doveva essere una partita di calcio. Cercherò di non cadere nel terreno scivoloso della retorica, anche se l'avvenimento si presta benissimo a rovinose cadute. E' bastato sentire i commenti dei telecronisti che, seppure in diretta e non preparati ad una cosa simile, hanno sciorinato tutto il repertorio di banalità che generalmente si sentono in questi casi. I rimpalli di responsabilità, ad ogni livello istituzionale, che si stanno susseguendo in queste ore, secondo il mio parere sono un tantino sterili. Mi chiedo cosa ci si poteva aspettare da un gruppo di persone/tifosi(?)che nell'avvicinarsi allo stadio hanno "ordinatamente" divelto cartelli stradali, danneggiato auto in sosta ed imbrattato i muri della città. Forse andavano fermati prima? Mah. Come mai in Inghilterra, patria dei temuti Hooligans, queste cose non succedono più? I teppisti sono diventati angeli? No, è solo che se tu in uno stadio commetti un reato(si chiama così), finisci in cella ed hai una pena tale che poi non credo che si abbia voglia di reiterarla in futuro.
D'altra parte sono d'accordo con chi sostiene che in fondo, quello che a volte(spesso) succede negli stadi(di calcio) è il riflesso di ciò che succede quotidianamente nella vita di tutti i giorni. Gli agghiaccianti fatti di cronaca di questi giorni sono lì a ricordarcelo. Provate a pensarci.

3 commenti:

  1. Semplicemente non si vuole intervenire in maniera decisa e radicale, come hanno fatto in Inghilterra da anni. Si sa come funziona da noi, se stringi troppo la corda vai a pestare i piedi (i guadagni) dell'amico, e allora si finisce col fare una scarpa e una ciabatta e non si conclude niente. E non solo nel calcio. I risultati ce li abbiamo davanti e i colpevoli no.

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  2. Ti faccio il paragone col Judo (sono arbitro) : se uno dei 2 contendenti mi dice una parola storta, posso squalificarlo, e mandarlo a casa; se il pubblico (di solito scarso) rumoreggia e disturba l'andamento della gara, posso interrompere l'incontro sinche' non decido ci siano le condizioni per continuare.
    Di contro se faccio un errore grossolano, non mi convocano per vari mesi e se ricado in errore altre volte finisce la mia carriera....
    Per la cronaca si guadagnano 50 euro per arbitrare dalle 8 di mattina, solitamente, fino a fine manifestazione, che varia dalle 5 alle di 7 di sera....
    Come in tutte le cose... c'e' bisogno della volonta' di fare le cose, altrimenti sono solo rappresentazioni teatrali ad uso e consumo di chi ci casca (ogni tanto pure io...)!!!!
    Scusa lo sfogo...

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  3. @Oliver: hai ragione. però mi sa che a forza di scarpe e ciabatte, rimaniamo scalzi!

    @Marco:e poi li chiamano sport minori. Occorrerebbe prendere esempio(il tuo judo, il rugby e la pallavolo), perche' non è vero che nulla si può. Basta fare rispettare le regole e fare praticare sport, tipo quelli citati prima, a coloro che frequentano le curve. Credo si apprezzerebbe di più lo spettacolo, avendo rispetto dell'avversario, che per inciso non è un nemico.
    p.s.: io mi trovo assieme ad altri genitori ad arbitrare a turno le partite(di federazione) casalinghe di pallavolo della squadra di mia figlia. Quando si dice la passione.....

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